
Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Al lavoro una collega mi aveva suggerito di provare cose nuove. Era una di quelle donne-agenda, di quelle che hanno una lista per tutto, quelle che a scuola sono rappresentanti di classe e dopo rappresentanti dei genitori. Una di quelle persone che finiscono per trattare anche quello che provano come una commissione e avevo deciso di darle retta. Mi era giunta voce di un corso di teatro, era vicino ed era una novità che mi dava una certa sicurezza. Si teneva in un piccolo edificio della zona frequentano soprattutto per il cinema, ma ormai dimenticato dai più. Quando lo vidi sentii un tepore che forse in una giornata un po' più calda non sarebbe nemmeno stato percettibile. Due colonne che un tempo dovevano essere state rosse reggevano a malapena una tettoia con la scritta in un neon forse giallo "Cineshow". La porta d'ingresso, di vetro, era leggermente più moderna. Entrai, un bigliettaio annoiato che aveva già intuito il perché fossi lì mi fornì le indicazioni per la sala. Era piccola, ma apprezzai l'impegno delle poltrone in poliestere rosso per renderla meno anonima. Il palco era illuminato da una luce legnosa che affannò la mia mente alla ricerca del ricordo di un evento o forse di un desiderio.
-Salve.
-Salve.
Non mi accorsi nemmeno di quel tipo, immagino che luci e disposizione del palco funzionassero. Aveva un viso particolare, molto asciutto e lungo, con un naso aquilino che ne accentuava l'ortogonalità. Dei fini capelli biondi leggermente lunghi e due invidiabili occhi azzurri erano le uniche cose che impedivano a quel volto di compiere la metamorfosi in disegno tecnico, che doveva comunque essere progredita fino al cervello, visto un gusto nel vestire da professore di matematica.
-Sono un membro della compagnia, se ha qualche domanda sono qui.
-Siete una compagnia di professionisti o amatori?
-La cosa più professionale di questa compagnia è la bravura con cui interpretiamo i professionisti.
Rispose con il ghigno di chi doveva aver rimuginato su quello scenario per mesi.
-Se mi è permesso: siete in attesa del grande salto o vi va bene così?
-Una domanda che solo nell'ultimo anno ha avuto dieci risposte diverse.
-Forse posso capire, abbiamo tutti sognato in grande.
-Dice?
Mi chiesi cose stesse insinuando, se le mie notti insonni non avessero scavato troppo sul mio volto o se quel goniometro non fosse semplicemente un presuntuoso. Troppi pensieri per una frazione di secondo, ma per mia fortuna la sua attenzione fu subito altrove e non dovetti pensare ad una risposta. Salutava qualcuno alle mie spalle.
-Oh, eccola qui.
Mi girai curioso. La persona a cui si riferiva era una donna orientale che non doveva avere neanche trent'anni. Era bianca e aveva un neo sotto l'occhio sinistro che mi fece vergognare pensando a quello che era ormai il mio vecchio ideale di purezza. I capelli erano raccolti in una coda di cavallo affilata e nera. Nere erano anche la camicia e la cravatta o forse erano bianche ed era solo la mia mente che tentava di calmare i sensi? Rispose brevemente al saluto e si mise a parlare con un'aspirante attrice, incurante del silenzio e degli sguardi.